Giornalino AHE – Winter Special 2023

INTRECCI

Un intreccio…

…è quando due cose morbide si arrotolano nello stesso posto” (NICOL)

…vuol dire tipo che fai un po’ di nodi” (FEDERICO)

…è tipo quando ti fai una treccia o quando la mia nonna fa l’uncinetto” (VITTORIA)

è quando due cose si arrotolano insieme, si intrecciano e non si staccano più” (DILETTA)

[Pensieri dei bambini della sezione 5 anni del Nido e Scuola dell’Infanzia Pinco Pallino Kids di Rubiera, in risposta alla domanda “Cos’è un intreccio?”]

Ci piace pensare il nostro progetto “At home. Everywhere” come un intreccio, che lega insieme realtà, figure professionali, stili di lavoro diversi, collegando insieme bambini, genitori, insegnanti, facilitatori, dirigenti, pedagogisti. Una rete articolata e complessa unita dall’ideale di una realtà educativa in cui più lingue si intrecciano, dando vita a una trama vivace che si fa sempre più solida più sono i fili che ne fanno parte.

Quando ho chiesto ai bimbi cosa vedevano loro nell’intreccio nella mia mente c’erano solo nodi, tirati con fermezza, ma dalle loro parole ho messo a fuoco che perché un intreccio funzioni serve in realtà prima di tutto morbidezza, volontà di arrotolarsi e modellarsi sugli altri.

Il numero di “AHE News” di questo inverno parla di questo: di facilitatrici che ogni giorno portano in sezione le loro passioni, di genitori che ci sostengono con le loro scelte e pratiche quotidiane, di insegnanti che ci accolgono in sezione e ci rendono parte integrante dei loro progetti, di bambini che ogni giorno ci dimostrano che esistono mille e più modi di comunicare.

Buone feste di legami, fili elastici, trame colorate!

Marta E., insegnante e responsabile progetto AHE

Formazione nuovi Facilitatori AHE

Domenica 3 Dicembre 2023 il nostro laboratorio Play-ENG ha ospitato la prima formazione dell’a.s. 2023-2024 con le nostre facilitatrici.
Per raccontarvela abbiamo scelto alcune delle loro parole:
 
Per me è stata un po’ come una lezione di orienteering: ci avete dato strumenti, bussole e conoscenze per imparare a navigare le varie geografie che ci troveremo ad affrontare, sia quelle coi percorsi già segnati, sia quelle con percorsi ancora da disegnare” (Ginevra)
 
La formazione mi è piaciuta un sacco! Di solito quando si fanno formazioni lavorative ci vado trascinando i piedi perchè sono sempre di una noia mortale invece non solo il tempo è volato ma ho imparato tante nuove nozioni senza che mi fossero insegnate come a lezione ma attraverso l’ascolto di altre esperienze.” (Bassira)
 
È stata una giornata di condivisione e di crescita professionale. Penso che avere la possibilità di vedersi dal vivo per potersi confrontare e ragionare con calma sui vari aspetti del nostro lavoro sia una grande possibilità di arricchimento che permette di aprire la mente a realtà e possibilità nuove.” (Giada)

Vorresti unirti al team At home. Everywhere come Facilitatore?

Manda il tuo curriculum a: segreteria@augeocoop.it

Regala l’inglese a chi vuoi bene!

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Le Gift Card At home. Everywhere possono essere utilizzate su tutti i servizi AHE, tra cui Bilingual is Possible, e Laboratori PlayENG!
Potrai regalare Gift Card da: 25,00€, 50,00€, 75,00€ o 100,00€

Per avere maggiori informazioni o per prenotare la tua Gift Card, chiama il tel. 0522 260233 oppure scrivi a info@aheinglese.it o segreteria@augeocoop.it

Il bilinguismo fin dalla prima infanzia – Intervista

“At home. Everywhere” con i suoi tanti progetti dedicati ai bambini e alle loro famiglie, promuove un’innovativa alleanza educativa che mira a creare una stretta collaborazione tra casa e scuola. Al centro di questa visione, emerge il progetto “Bilingual is Possible” un’iniziativa rivoluzionaria dedicata ai genitori e ai bambini dai 9 ai 18 mesi, che si propone di creare consapevolezza riguardo all’approccio naturale al bilinguismo infantile, favorendo  il dialogo tra genitori, sfatando preconcetti e stereotipi legati al bilinguismo nella prima infanzia.

Una testimonianza diretta: L’esperienza di Chiara.

Per comprendere meglio come “Bilingual is Possible” possa introdursi con naturalezza nella vita delle famiglie, abbiamo intervistato Chiara, una mamma che ha partecipato alla seconda edizione del progetto insieme a sua figlia Sveva.

Quali sono le prime tre parole che ti vengono in mente quando pensi al progetto “At home. Everywhere”?

Questo progetto offre ai bambini, già all’infanzia, la possibilità di abbracciare un approccio che solitamente si sviluppa più tardi nella vita. Definisco il vostro progetto come un avanguardia, date la possibilità ai bambini di allargare il proprio orizzonte. Abbiamo una cultura italiana pazzesca che però, secondo me, ci limita, abbiamo delle radici molto profonde e non sempre riusciamo ad aprirci agli altri, alle altre culture.

Credo che tutti dovremmo essere cittadini del mondo. Infatti, credo che l’evoluzione della visione del mondo sia centrale in questo progetto, poiché promuove l’idea che la lingua inglese debba diventare una normalità, fornendo agli individui una chiave per aprire molte porte. Essa rappresenta un’arma vincente per il futuro, offrendo innumerevoli opportunità che, con la conoscenza dell’inglese, diventano accessibili a chiunque desideri esplorarle.

Qual’è la cosa che apprezzi di più del progetto?

Il modo autentico in cui vi avvicinate all’insegnamento della lingua. Collaborando con l’università, ho avuto l’opportunità di notare la differenza nell’approccio. Voi sapete come interagire e comunicare in lingua, coinvolgendo i bambini in modo giocoso ed entusiasmante. Questo approccio rende l’apprendimento della lingua un’esperienza avvincente. Vedere i bambini incuriositi e felici di partecipare è la conferma che insegnare dovrebbe essere così, creando una connessione autentica.

Siete competenti non solo nella conoscenza della lingua, ma anche nelle esperienze che proponete, rendendo il tutto vivo e coinvolgente. Questo trasforma l’apprendimento della lingua in un vero piacere, stimolando la curiosità. Chi comprende l’investimento economico in un progetto del genere riconosce che sono soldi ben spesi. Tuttavia, comprendo che non tutti condividono questa visione, e credo che ciò possa riflettere una questione culturale.

Parlami un po’ di te e della tua filosofia come famiglia verso le lingue. Mi hai detto che spesso fate dei viaggi all’estero. Mi parli di queste vostre esperienze?

La mia esperienza con l’inglese inizia sin da giovane, frequentavo un liceo scientifico bilingue che promuoveva l’uso attivo di questa lingua attraverso progetti e esperienze all’estero. La lingua inglese è stata parte del mio percorso di formazione, e oggi la utilizzo anche nel mio lavoro, comprese le ricerche universitarie e la collaborazione con il mondo dell’educazione.

In casa, non sono una mamma logorroica ma cerco di creare un ambiente divertente e coinvolgente per le mie figlie attraverso giochi, letture e altre attività che le rendano curiose e interessate. Una delle nostre grandi passioni è viaggiare. Sin da quando le bambine erano piccole, abbiamo iniziato a esplorare il mondo insieme. Il viaggio è un’opportunità straordinaria, le mie bimbe rimangono affascinate quando mi sentono parlare e comunicare in una lingua diversa, le incuriosisce. Prima dei nostri viaggi, coinvolgiamo le bambine nell’organizzazione, creando un senso di curiosità e anticipazione. Viaggiare implica spesso lasciare la propria zona di comfort e affrontare situazioni diverse, il che può essere una sfida. Tuttavia, credo che queste esperienze siano fondamentali per la crescita e l’apprendimento, e sono contenta di aver trasmesso questa passione alle mie figlie.

Mi hanno raccontato che ci segui come gruppo di lavoro già da un po’ di tempo. Hai iniziato prima con tua figlia più grande e ora anche con la più piccolina. Cosa ti ha spinto a iscrivere le tue bimbe al progetto fin da piccolissime?

Ho iscritto Gioia, mia figlia più grande, che aveva due anni perché sai quella cosa che quando tu sei piccola e avresti voluto che tua mamma ti facesse fare questa cosa? Ecco, ho capito che posso dare a mia figlia qualcosa in più, metterla in una posizione di vantaggio fin dall’inizio. Ho deciso di provare, lei non ha niente da perdere, può solo divertirsi, e allora perché non offrirle l’opportunità di imparare qualcosa in più?

So come si insegna l’inglese dalle elementari in poi, con il quaderno e tutto il resto, è molto schematico. Credo che sia questo il momento di creare delle basi solide, creando automatismi in modo naturale. Io e lei abbiamo un accordo, lei deve continuare questo percorso fino almeno alle medie e questa nostra scelta mi sta ripagando, Gioia comprende la pronuncia e si avvicina alla lingua in modo diverso adesso, cerca di capire il testo delle canzoni, prova a parlare quando siamo all’estero, anche se a volte fa degli strafalcioni, ma ci prova. Da grande, ognuna delle mie figlie potrà scegliere la propria strada, ma l’inglese rimarrà per la vita.

Come sei venuta a conoscenza del progetto?

Grazie ad un’altra mamma: sua figlia più grande aveva partecipato ai vostri laboratori in lingua inglese e me ne ha parlato molto bene. Nonostante le nostre bimbe, all’epoca, fossero ancora molto piccole, vi abbiamo contattato per chiedere se fosse possibile attivare un laboratorio già dai 2 anni e così è stato!

Quest’anno hai partecipato insieme a tua figlia più piccola al progetto “Bilingual is possible”, progetto che ha fatto da cornice durante i primi 3 incontri ai laboratori pomeridiani in lingua inglese che frequenterà Sveva per i prossimi mesi. In relazione a questa esperienza ti chiedo: quali erano le tue aspettative quando hai iniziato questo progetto di bilinguismo? Cosa ti aspettavi di dover fare come genitore durante gli incontri?

Mi aspettavo di dover giocare e di vivere un’ora in modo divertente ma, allo stesso tempo, mi aspettavo di capire come ci si potesse avvicinare e vivere la lingua con dei bambini così piccoli, quando ancora comprendono poco. Sapevo che la nostra interazione doveva essere leggera, non eravamo noi i protagonisti ma dovevamo far vedere che c’eravamo ed essere propensi a partecipare senza ansia da interrogazione, ma piuttosto un’interazione attiva e coinvolgente.

Come ha reagito Sveva dopo i primi incontri? Hai portato avanti qualche suggerimento che ti è stato consigliato? Se si, quale?

Sveva ha reagito con grande entusiasmo, era così contenta che non voleva togliersi lo zaino quando siamo tornate a casa perché voleva tornare indietro immediatamente. Le canzoni le sono piaciute molto, e in modo creativo e a modo suo le canta spesso. Quando siamo a casa mi prende le mani per rendermi partecipe mentre canta la canzone “jump up & down” che avete proposto al primo incontro, le è rimasta molto impressa.

Personalmente, mi piace molto leggere, e durante la lettura cerco di immergermi completamente nella storia, utilizzando voci teatrali, mi diverto con il racconto e mi sento a mio agio in questo ruolo. Consiglio quello della “Strega Rossella” e del “Gruffalo”. A casa leggiamo anche “Che cosa ha perso la Topolina Inglese? “ un libro sia in italiano che in inglese, ottimo per approcciarsi alla lingua. Di recente stiamo leggendo il cofanetto delle “Sette emozioni”, più complesso ma molto bello, parla di come siamo fatti, affrontando temi importanti ma a portata di bambino.

Che ruolo gioca Gioia nell’avvicinare la sorellina alla lingua inglese?

Sveva imita e segue Gioia in tutto, soprattutto con le canzoni e i libri hanno creato un momento speciale tutto loro. Sveva spesso chiede a Gioia di cantare le canzoni in inglese che conosce e Gioia le legge anche i libri, a modo suo chiaramente.

Per concludere, ti chiedo se pensi che ci siano abbastanza iniziative nel territorio per supportarti in questo percorso?

Si ci sono, se le vuoi vedere. Siamo fortunati a trovarci in una zona in cui ci sono molte opportunità, specialmente tra Reggio Emilia e Modena, ma devi volerle cogliere.

Quali consigli o suggerimenti avresti per altri genitori che desiderano approcciarsi ad un progetto di bilinguismo per e con i propri figli.

Il mio consiglio è di avere una visione più ampia. È importante considerare l’approccio che si può offrire al proprio figlio come un progetto a lungo termine dove si può dar loro la possibilità di imparare una lingua in modo efficace, evitando di concentrarsi solo sulla grammatica o sulla memorizzazione, ma partendo da un discorso di comprensione. Questo è ciò a cui mi riferisco quando parlo di visione. Troppo spesso, le lingue vengono insegnate in modo frammentato e con brevi interventi nella scuola, che spesso hanno scarsa durata. È importante capire che, se non si allena costantemente una competenza, questa rischia di non essere interiorizzata appieno. Pertanto, è fondamentale avere una visione più ampia e un impegno a lungo termine nell’approccio alla lingua.

La sinergia della relazione tra facilitatore e genitori apre le porte a un mondo di opportunità e crescita. L’esperienza di Chiara dimostra come l’educazione bilingue possa ampliare gli orizzonti dei bambini fin dalla più tenera età, fornendo loro una visione globale e un vantaggio significativo per il futuro. La partecipazione attiva dei genitori è cruciale in questo percorso. Attraverso una visione a lungo termine e un approccio coinvolgente, i genitori possono aiutare i propri figli a costruire basi solide in modo naturale ed efficace. Con il giusto impegno, le lingue diventano uno strumento potente per aprire porte verso una vita ricca di opportunità e connessioni globali.

– Carla Romina Turros, referente Bilingual is Possibile e coordinatrice AHE

Dai sfogo alla tua creatività agli appuntamenti di Art Is Fun!

Appuntamenti per sperimentare e sperimentarsi con materiali e tecniche diverse e dare sfogo alla propria creatività.

Perché, come affermava l’artista e scrittore Bruno Munari, “Un bambino creativo è un bambino felice”.

NUOVE DATE 2024

  • Domenica 21 Gennaio 2024
  • Domenica 18 Febbraio 2024
  • Domenica 10 Marzo 2024
  • Domenica 14 Aprile 2024
  • Domenica 21 Aprile 2024
  • Domenica 05 Maggio 2024

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LUOGO: Laboratorio PlayENG a Rubiera RE.

ESPERTI: Nadia Vasiljeva

GIORNI: Domenica 1/10, domenica 15/10, domenica 12/11, domenica 26/11, domenica 3/12

TEMPI: 16:00-18:00.

ETA’: 4-8 anni.

NUMERO MINIMO: 6 partecipanti (7 partecipanti per l’ultimo appuntamento).

QUOTA a bambino: 25,00 € ad incontro, materiali inclusi.

Iscriviti qui agli appuntamenti Art Is Fun

Festa della Mamma

Cara mamma,

se hai 1 bambino tra 1 e 2 anni, vogliamo farti un regalo!

Se passerai dai nostri uffici all’Open Day di “Bilingual Is Possible”, il nostro progetto dedicato ai più piccoli e ai genitori, potrai ritirare gratuitamente il nostro manuale teorico “Bilinguismo: si o no?” e un piccolo regalo firmato “At home. Everywhere” .

Durante l’incontro potrai visitare gli spazi del nostro laboratorio PlayENG: English Lab, in Via Matteotti, 12/8B a Rubiera (RE).

L’Open Day si svolgerà il 12 Settembre 2023 ore 10:30 e il 21 Settembre ore 17:00.
Prenota il tuo posto all’Open Day, compilando il form qui di seguito:

GIORNATA DEI FRATELLI E DELLE SORELLE

In occasione della Giornata dei Fratelli e delle Sorelle, At home Everywhere vi offre, per tutto il mese di maggio e giugno 2023, un PREZZO SPECIALE*:

50% DI SCONTO per LEZIONI DI INGLESE ONLINE per te e per una persona a te cara (Fratelli e Sorelle, amici cari, compagni di vita…) – solo ADULTI.

Il prezzo originale (€26,00/h) sarà scontato del 50%, pari a €13,00/h (iva inclusa) per entrambi i partecipanti. Potrai accedere allo sconto acquistando un pacchetto di minimo 6 ore di lezione. E una volta concluso il primo ciclo di appuntamenti, potrete prolungare l’offerta anche sull’acquisto successivo.

I nostri Corsi di Inglese per Adulti sono tenuti da docenti esperti.

Compila qui sotto la tua manifestazione di interesse sarai ricontattato al più presto.

Per maggiori informazioni, telefona al tel 0522.260233 o scriverci a info@aheinglese.it

*Sconto valido se si effettua l’iscrizione entro il 30 Giugno 2023 e potrà essere utilizzato entro un (1) anno dall’acquisto. Valido soltanto sulle lezioni di inglese online per adulti. 

LA SPEZIA: PARTE UNA NUOVA RELAZIONE!

La Cooperativa sociale AUGEO sbarca nel porto di La Spezia (e dintorni) accolta in maniera entusiastica dalla piccola
società EDUCA SNC, che da 16 anni opera nel campo dell’educazione infantile, proprio nell’entroterra spezzino. Da un incontro praticamente casuale, nasce il grande apprezzamento per l’attività di AUGEO da parte di Elisa e Paola, titolari della società, ma anche dal “tessuto sociale” adiacente.


I sindaci, i dirigenti scolastici, il coordinamento pedagogico territoriale, le famiglie… tutti entusiasti dell’approccio al bilinguismo proposto dalla cooperativa emiliana, nonché dalle sue molteplici attività.


La nuova sfida sarà tentare di replicare in Liguria il grande successo di Augeo, condividendo modalità, formazione e soprattutto responsabilità nei confronti delle nuove generazioni, al fine di dotarle di un bagaglio di esperienze linguistiche ormai indispensabile.

Il primo step è stato trasformare il Nido comunale Mago Verdino, di Riccò del Golfo di Spezia, in Nido bilingue, introducendo la figura, finora sconosciuta, del facilitatore in lingua inglese. L’accoglienza da parte delle famiglie prima, e dei bambini successivamente, è stata ed è calorosissima… l’obiettivo è quello di proporre ed estendere il più possibile il Progetto At home. Everywhere per attuare quell’investimento culturale proposto da AUGEO, permettendo ai nostri figli di imparare l’inglese in maniera innovativa, pratica, divertente, “su misura”.

Elisa e Paola di EDUCA SNC

MANTOVA CITTÀ MULTILINGUE

All’inizio del ‘900 Dietrich Bonhoeffer affermava che “Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini”.


Questa frase assume particolare valore per chi, direttamente e indirettamente, si occupa di educazione alla prima infanzia e, in questa ottica, risulta estremamente significativa la scelta dell’amministrazione di Mantova, che dal 2016 investe risorse per la diffusione del bilinguismo infantile all’interno delle scuole d’infanzia e, a partire dall’a.s. 2022-2023, ha deciso di allargare questa opportunità anche ai suoi piccoli cittadini di età superiore ai 18 mesi che abitano ogni giorno i Nidi comunali!


Così come all’interno delle SCI, anche qui gli esperti impegnati in sezione sono proprio i nostri facilitatori AHE, che si inseriscono nelle attività quotidiane dei bambini e nei giochi interagendo in inglese e permettendo di avvicinare i bambini alla seconda lingua in modo naturale e spontaneo.
Essere presenti già dal Nido permette di iniziare sin da subito, nel periodo di maggiore ricettività verso una seconda (o terza) lingua, un’esperienza che proseguirà alla scuola dell’infanzia.


L’acquisizione della lingua presume la costruzione di relazioni significative e spazi di esperienza in cui la comunicazione, anche non verbale, riveste molta importanza. Un ambiente ricco di relazioni positive predispone il bambino ad accogliere nuove proposte; la piacevolezza dell’esperienza è la base per continuare ad apprendere.
Il progetto pone al centro il “learn by doing” dove il fare quotidiano in modo semplice e divertente crea le connessioni con la nuova lingua.

Bilingual Is Possible!

Un percorso pensato per i bambini del nido e i loro genitori. 

È possibile parlare di bilinguismo/plurilinguismo in un contesto in cui la seconda lingua viene utilizzata solo in ambiti limitati?

La ricerca ci dice che per parlare di bilinguismo, la seconda lingua deve essere presente nella vita del bambino in misura non inferiore al 30%. Un progetto di avvicinamento alla lingua inglese nei nidi e nelle scuole è sicuramente un ottimo inizio, ma forse non è sufficiente. Proprio per questo motivo il team “At Home Everywhere” ha speso negli anni molte energie nel coinvolgere i genitori con serate di presentazione del progetto, partecipazione alle feste di sezione e la documentazione costante delle esperienze svolte in sezione.

Per questo anno educativo abbiamo però pensato ad un progetto dedicato alle sezioni dei bambini più piccoli, in modo specifico alla sezione lattanti del nido di Villalunga – Casalgrande (RE).

L’idea era di proporre un ciclo di appuntamenti dedicato a genitori (o nonni, zii, e altre figure adulte di riferimento) per avere l’occasione di parlare con tranquillità dei temi legati al bilinguismo nella prima infanzia al fine di sfatare falsi miti, credenze e  stereotipi culturali non suffragati  da evidenze scientifiche.

L’amministrazione di Casalgrande promuove da anni il progetto ed è particolarmente attenta ai contenuti della sua diffusione, affinché sia il più possibile capillare e corretta.

Ci auguriamo che questa iniziativa, che ha incontrato l’interesse dei genitori di Casalgrande, possa divenire una pratica diffusa in molti nidi.

L’obiettivo è  costruire percorsi di consapevolezza e collaborazione con il nostro staff e le famiglie, creando percorsi di continuità e relazioni tra casa e scuola.

Non è mai troppo presto per decidere di inserire una seconda (o terza) lingua: ciò che conta è farlo con consapevolezza, tenendo conto delle  aspettative nei confronti di se stessi e dei bambini.

Nobody says it’ll be easy, but we’re sure it’ll be worth it!